lunedì 28 maggio 2012

Torta d'Erbe della Lunigiana in crosta integrale e un ricordo dentro al cuore che sa di Liguria


Un'altra Torta salata, ma che vi devo dire...sara' la stagione, sara' che in questo momento mi tornano piu' comode...o forse sara' solo nostalgia.
E adesso vi spiego il motivo.
Il mio gelsomino, un piccolo e modesto gelsomino da balcone è fiorito! E profuma tantissimo....emana un profumo intenso e meraviglioso.
Per me il gelsomino è qualcosa di molto importante, un pezzo di ricordo, diventato materiale, di un posto a cui sono molto legata, dove ho trascorso le mie vacanze, dove sono cresciuta. Appena ne sento l'odore mi riporta la',in quel piccolo paese, che sa di mare, di caruggio, di fiori e di cibo...e sopratutto di ricordi. I piu' belli della mia vita.



Portovenere.
Quell'antico borgo in quel dello Spezzino. Parte di quel famoso golfo dei Poeti. Le sue case colorate.
Le sue coste frastagliate. La sua calata e il suo Caruggio. Cosi' amato dai suoi abitanti.
Cosi' tipicamente ligure.
Cosi' poetico, cosi' romantico, cosi' antico e moderno.
Le sue grotte, le sue roccie, i suoi sassi e il suo profumo.
La chiesa medioevale di San Pietro che ha affrontato secolari mareggiate, a picco sul mare.



Chi lo conosce, chi non lo ha mai sentito nominare o chi lo ama alla follia come me...come amo tutta quella zona.

Oltre la toscana questo è un'altro pezzo della mia vita.

Una folata di vento mi ha portato al naso il profumo di questi fiori che erano ornamento di quella casa dei ricordi. Per questo motivo mi è venuta una voglia irrefrenabile di fare  questa torta, un po' modificata nell'impasto ma dal sapore perfetto per un ricordo!

Questi luoghi che anticamente erano parte della Lunigiana storica. Adesso, la Lunigiana è una regione che si divide tra  Liguria, Toscana e un po' di Emilia, tra Appennino, Alpi Apuane e Mar Ligure. I suoi confini, forse oggi incerti, sono piu' modesti. E', comunque sia, un luogo ricco di storia, di tradizioni e di sapori antichi.

Sapori come appunto la famosa Torta d'Erbi, ed ogni paese ha la sua versione, con o senza uova, con o senza ricotta e cosi' via, oppure i panigacci, un tipo di pane, somiglianti alle piadine di forma ma fatte semplicemente di acqua e farina e cotte in testi di coccio, da mangiare con salumi e formaggi, i testaroli (per saperne di piu' è interessante leggere Qui), di cui sono ghiotta, da gustare con pesto, salsa di noci e di funghi, o semplicemnte con olio e parmigiano.

La Torta d'Erbi (come in realta' si chiama) è una torta salata, un piatto povero che utilizza prodotti della terra come appunto le erbe spontanee, borragine, spinaci selvatici, asparagi selvatici, cipolle, porri e cosi' via. Viene cotta in testi di ghisa, con foglie di castagno poste sotto la torta in sostituzione dell'olio per impedire che si attacchi.


 Per la pasta:
  • 50 gr di farina integrale
  • 50 gr di farina di grano saraceno
  • acqua q.b
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
Per il ripieno:


  • Abbondanti Erbe di campo miste o erbe spontanee tipo borragine, ortiche, radicchi di campo e anche bietole o spinaci selvatici, prezzemolo selvatico, finocchio selvatico (il mix lo ha fatto il contadino del banco al mercato dove compriamo, infilandoci un po' di tutto)
  • 1 patata (che ha la funzione di assorbire i liquidi che fuoriescono dalle verdure)
  • 1 porro
  • 1/2 cipolla
  • 1 zucchina
  • 1 manciata abbondante di pecorino o parmigiano grattugiato
  • ricotta (facoltativa)
  • 1/2 bicchiere circa di olio extra vergine di oliva
Impastare le due farine con 1 cucchiaio abbondante di olio e acqua quanto basta per avere un impasto liscio, compatto e non appiccicoso e facilmente stendibile, regolate voi versando poca acqua per volta a seconda della quantita' di farina, io sono andata ad occhio.
Non ho usato sale nell'impasto considerato che il ripieno è gia' abbastanza saporito.

Lavare bene le erbe e le verdure, tagliauzzarle finemente, affettare porro, patata e zucchine e sistemarli in un colapasta, cospargere con abbondante sale in modo da far fuoriuscire l'acqua scura dalle verdure.

Nel frattempo dividere l'impasto in due palle, una piu' grande e una piu' piccola. Stendere  le due palline con un matterello ricavandone dei dischi  molto sottili.

Trascorso il tempo necessario per far si che l'acqua sia uscita strizzare bene le verdure (che diminuiranno notevolmente di volume), sistemarle in un recipiente e mescolare con gli altri ingredienti quali olio, pecorino e ricotta (anche in questo caso regolatevi da soli, io ne ho messi una manciata abbondante sia dell'uno che dell'altra). Amalgamare bene il tutto.

A questo punto stendete il ripieno di verdure sopra la sfoglia  piu' grande precedentemente sistemata sulla  teglia (teglia piuttosto grande considerato che la torta non è molto spessa) rivestita di  carta forno (in mancanza delle foglie di castagno!)

Sistemate sopra il ripieno il secondo disco di sfoglia facendolo aderire bene, unire i lembi della sfoglia formando un bordino e fare un piccolo buchino centrale o bucare con una forchetta in modo che durante la cottura ne esca il vapore.
Nel mio forno, gia' precedentemente riscaldato, ho cotto la torta per circa 40 minuti a 185°.
Anche in questo caso regolatevi in base alla grandezza e allo spessore.

venerdì 18 maggio 2012

Torta salata integrale con Caponata di melanzane light


 Di fretta....di corsa....velocissimamente... sempre e perennemente....Ma come tutti d'altronde!

Ieri la giornata è volata come sempre tra lavoro, casa, asilo, casa, borsa piscina mandorlina, piscina e poi di nuovo a casa di corsa per preparare cena e mettere a nanna mandorlina! E tra poco a nanna ci andavo pure io ... ma no.. non si puo' perchè babbo è andato in palestra e arriva alle 21 (che poi le nove non sono mai) e allora aspettiamo babbo per cenare insieme dato che non ci vediamo praticamente mai!!

Dopo cena...uff niente relax, domani si parte con treno per Firenze per un incontro assolutamente da non perdere con la cuginetta inglese che finalmente è li' e non ce la vogliamo perdere...

Allora bisogna preparare una borsina no? E vogliamo infilarci anche due librini e colori per intrattenere mandorlina? e un libro per me nel caso si addormentasse? e un cambio  freddo/caldo per questo meraviglioso tempo ballerino?
Ecco, fatta la borsa e pesa un quintale! N.b Io e mandorlina partiamo venerdi e torniamo domenica....

Con questa Caponata di Melanzane in crosta vi auguro un buon fine settimana di relax, di divertimento, di gite o quant'altro voi preferiate!



A me piace un sacco la caponata di melanzane, sopratutto dopo averne assaggiato la versione originale in uno dei miei viaggi in Sicilia.
Un piatto semplice e versatile perchè puo' essere servito come antipasto, stuzzichino o come contorno, fredda oppure tiepida. Pochi ingredienti ne danno un sapore che sa della nostra terra, del nostro bel Paese.

Io come al solito pero' preferisco andare sul leggero, non me ne vogliate ma questa è la mia versione diciamo un po' piu' leggera in quanto non fritta, anzi direi quasi completamente stravolta! E in famiglia, lo so gia', mi criticheranno ;)).


piatto e tovaglia greengate



Le miei dosi (per una torta dal diamentro di circa 18 cm):
Ho usato lo stesso impasto dello Strudel di carciofi dividendo i 130 gr  a meta' tra farina integrale e farina di grano saraceno, per il resto le dosi sono uguali, quindi:
Le dosi sono sempre indicative, regolatevi voi, deve risultarne un impasto non appiccicoso e liscio
  • 70 gr farina di grano integrale
  • 70 gr farina di grano saraceno
  • circa 100 ml di acqua
  • circa 2/3 cucchiai di olio evo (per me Olio Flaminio)
  • 1 pizzico di sale
Per il ripieno:
  • 2 melanzane lunghe
  • pomodorini pachino (circa una decina)
  • 2 cucchiai di olive taggiasche denocciolate
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • 20 gr di uvetta
  • una manciata di pinoli
  • un cuore di sedano
  • mezza cipolla bianca
  • mezzo porro
  • un ciuffo di basilico
  • qualche fogliolina di timo e di menta
  • olio evo q.b.



Lavare le melanzane, tagliatele a cubetti e raccoglieteli in uno scolapasta, cospargete di sale grosso e lasciate riposare fino a quando non avranno perso un po' della loro acqua amarognola.
In una ciotola mettere in ammollo l'uvetta e i capperi.
Affettate sottilmente la cipolla e il porro che farete soffriggere in una padella con dell'olio extra vergine di oliva.

Unire le melanzane, i pomodorini tagliati a meta', il sedano a tocchetti e saltare per circa una decina di minuti, poi le olive, i capperi, l'uvetta il basilico, timo e menta. Salare e lasciare cuocere fino a quando gli ingredienti si saranno ammorbiditi, io ho aggiunto un po' di acqua in cottura. Piu' o meno 15/20 minuti.

Togliete le verdure dal fuoco, condire e potete servire le verdure in una ciotola con fette di pane oppure fare una Torta come questa.

Stendete la pasta formando 2 dichi, uno piu' grande dell'altro.
Foderate con il disco piu' grande il fondo e i bordi di  una teglia dai bordi alti (io ho usato un piccolo stampo a cerniera dal diametro di circa 18 cm) lasciando sbordare un po' la pasta.
Riempire con la caponata copargendo con lamelle di pecorino (fresco o staginato a vostro piacimento), chiudere con il secondo disco di pasta e riportare e sigillare con la pasta che sborda.
Spennelate la superficie con un pennello da cucina intinto nell'olio.
Cuocete in forno gia' caldo a 200° per circa 20/30 minuti, regolate voi il tempo a seconda della grandezza della torta. La superficie deve risultare dorata.



Piatto, ciotola e tovaglietta Greengate

giovedì 17 maggio 2012

Pensieri e parole...pedalando in bicicletta.....



Torno a casa velocissimamente.
Parcheggio il mezzo, faccio le scale di corsa, poso borse e acchiappo zainetto di waybuloo con all'interno merendina, gessetti, bolle di sapone etc, da attaccare al suo seggiolino bici.
Scendo le scale di corsa, cambio mezzo e salgo in sella...Via.... sono in mega ritardo, ho un quarto d'ora di tempo per arrivare all'asilo.
Sono in bici sul marciapiede (lo so, ma che devo fare, ho un pezzettino di strada da fare e ovviamente non c'è pista ciclabile, non mi piace passare dalla strada).
Ad un certo punto... "Mamma che figa" .......   = 000

??????????????????????????????????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

PAUSA DI  RIFLESSIONE E SGUARDO TRUCE

Ma chi IO?????? Ma che sei orbo o ti sei bevuto il cervello
Io mamma devastata, con occhialone nero "tattico" copri borse occhiaie rughe , non per far la figa ma bensi' nascondere !!!.

IO, mamma al verde = in bolletta, che vedendo un raggio di sole,faccio finta di fare la salutista per cercare di sentirmi meno in colpa, pedalata =movimento= no tempo e money= fatica fatica per andare in piscina la sera alle 19.30 come facevo quando ero una giovane donna energetica! E pure con la macchina completamente in riserva, N.B  impiego troppo tempo a far benzina, ci pensero' domani....

IO che con la mia bicicletta dell'anti-guerra color verde inclassificabile e bianco sporco, con cestello bianco della nonna da riempire con sacchettino dell'asilo e zainetto Waybuloo pedalo affaticata perchè ho la ruota posteriore un po' sgonfietta (pure)!

Ma sara' vent'anni che non sento piu' 'sta frase (no, in realta' la mia pargoletta ogni tanto mi dice" mamma come sei bella, come stai bene con questa magliettina...con queste scarpe..ME LE PRESTI UN GIORNOOOO????? nnnamo bbbene, ha solo tre anni!!)

Vabbe' il vintage va' ancora forse?
Mamma vintage in bicicletta vintage...
ma con una bimba che è un fiorellino, piena di energie e una raffica di parole da stordire un dinosauro!



CHiedo perdono per l'assenza dal blog...ma sicuramente nessuno se ne è accorto ;)) e per la mancanza di ricette che presto arriveranno, ho fatto diverse prove e ben riuscite ma...ultimamente il tempo scarseggia e con l'arrivo delle belle giornate appena posso dedico un po' di tempo al mio hobby preferito: ridere e giocare con mandorlina!

Ma mi rifaro' presto con alcune ricettine gia' in cantiere ;)



venerdì 4 maggio 2012

Cioccolato e Olio e.v.o: la Torta Caprese all'olio extravergine di Oliva

Nel post precedente vi ho parlato del Taste&Match che si è svolto a Torino nel mese scorso.
Come gia' detto è stata  una serata un po stancante ma molto piacevole, per le persone che ho conosciuto, per l'esperienza vissuta, per i piatti che abbiamo assaggiato e per gli ottimi vini...ma non solo.
Oltre alle degustazioni del vino, durante la serata, è stato possibile degustare un buonissimo olio, oltre tutto ingrediente essenziale in molti piatti presentati dalle mie colleghe
Esattamente un olio umbro (gia' per la zona di provenienza non ha bisogno di altre parole), Olio Flaminio.
In quanto Toscana,  sono amante  e notevole consumatrice di olio extra vergine di oliva, che uso anche per cucinare, il burro in casa mia è praticamente bandito salvo per qualche rara eccezione nei dolci (quando ce vo' ce vo'!!!).
Quindi Olio Flaminio è stato il benvenuto in casa mia (l'Azienda produce anche altri prodotti quali pasta, cereali, aceto.). vi consiglio di dare un'occhiata al loro sito QUI!



Al Taste&Match, ormai detto e ripetuto, ho presentato una Fondant al cioccolato , classica e con burro. Quindi per l'occasione e in questo post a loro dedicato,ho finalmente provato questa torta che gia' da tempo avevo adocchiato =)), divinamente buona, anche senza burro! Adatta inoltre alle persone intolleranti in quanto priva di farina e latticini.
Una torta del Maestro Montersino preso dal suo libro "Golosi di Salute" , io non ho fatto altro che dimezzarne le dosi!


250 125 gr mandorle in polvere non pelate
250 125 gr zucchero (io ho usato quello di canna)
275 137 gr di uova (circa 2 uova medie e 1 piccola)
100 50 gr di Olio Flaminio D.O.P. Umbria Extra vergine di oliva
200 100 gr di cioccolato Fondente al 75% Venchi
15    8   gr di cacao amaro in polvere
15 gr di liquore all'amaretto  che ho omesso
olio e farina di riso per gli stampini
zucchero a velo per spolverare

n.b. la ricetta originale prevede una glassatura con 100 gr di cioccolato fondente che ho volutamente eliminato per questioni e gusti "bimbeschi" (vedi mandorlina).


Tritate grossolanamente le mandorle e unitele a meta' dello zucchero mescolando il tutto insieme al cacao in polvere.
Montare bene le uova con il rimanente zucchero e unitele agli ingredienti secchi (mandorle, zucchero e cacao). Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria (o microonde)  e unitevi l'olio, sempre mescolando versatelo nel composto di uova.
La ricetta prevede la cottura in stampini mentre io ho usato una teglia dal diamentro di circa 18 cm , unta di olio di oliva e spolverizzata di farina di riso, con cottura in forno a 200° per circa 16-18 minuti.
Lasciate raffreddare e (glassare con cioccolato fondente fuso) spolverizzate di zucchero a velo.


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